Boxe e collezionismo
Riscopriamo l'antistress
di Alberto Alvoni
Pugilato in crisi? Riunioni poche e non sempre di buona fattura? Per l'appassionato di boxe che si avvia verso il terzo millennio diventa sempre piu' difficile trovare l'antidoto. Eppure rovistando in soffitta, nella vlaigia del nonno si potrebbero avere delle sorprese. Con un pò di fortuna, per esempio, ci si potrebbe imbattere nei cosiddetti antistress, giochi di latta per bambini poi convertiti ad uso degli anziani, che con tali aggeggi dimenticavano gli acciacchi dell'età, attirati dal loro meccanismo semplice e ritmato. Nel magico borgo fortificato di Gradara (Pesaro), all'ombra del Castello medioevale, c'è un piccolo negozio di collezionismo in cui è possibile riscoprire il fascino di questi giocatori di latta, tanto semplici e tanto belli da stregare grandi e piccini. Qui anche l'appassionato di boxe (che non abbia avuto fortuna nella soffitta di cui sopra) potrà trovare il proprio antistress. La formula è semplice ed efficace. Due pugilatori di latta sono pronti a scambiarsi interminabili serie di uppercut se solo si aziona l'apposito clic-clac. Il match è sempre in equilibrio e l'unico ad abbandonare, dopo un pò, è il fruitore, appagato dalla foga combattiva dei pugili. Il giocattolo è datato anni cinquanta, ma rappresenta una continuità di produzione; ciò significa che è stato forgiato con gli stampi originali, risalenti all'inizio del secolo. E infatti i due contendenti sono agghindati come i pionieri della boxe che si affrontavano nel circo o nelle fiere. La ditta produttrice era tedesca ed il primo esmplare è tutt'ora custodito in Germania, nel Museo del giocattolo, dove la sua valutazione oscilla intorno ai tre milioni. Niente male, se solo si pensa che questi erano i cosiddetti giocattoli dei poveri, realizzati riciclando i contenitori di latta per tonno e sardine. Quanto al nostro antistress, datato appunto anni cinquanta, il suo costo è pari a quello di una poltrona a bordo ring. In compenso ci aiuterà per tutto l'anno a vincere la delusione per le riunioni brutte, rinviate o mancate.